Situazione Apple in attesa di Leopard
Intervistato (per telefono) dal New York Times a pochi giorni dal lancio di Leopard, Steve Jobs ha detto che è intenzione di Apple continuare a offrire importanti release del sistema operativo ogni 12-18 mesi, e che Leopard sarà la base su cui usciranno upgrade futuri per almeno un decennio.
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Questo significa, osserva il giornalista del NYT, che Apple continuerà a muoversi più velocemente di Microsoft, che invece ha avuto bisogno di sette anni per passare da Windows XP a Windows Vista.
Jobs non ha voluto fare commenti su Vista e sulle difficoltà che sta incontrando nel mercato; si è limitato a dire che Leopard è migliore e anche più conveniente: la versione di punta di Vista, la Ultimate edition, costa 250 dollari: con Leopard - ha aggiunto scherzosamente - tutti possono prendere la versione Ultimate, che costa solo 129 dollari (Leopard, a differenza di Vista, esce in versione unica, NdR).
L’articolo prosegue citando anche interessanti studi sull’attuale situazione di Apple nel mercato dei personal computer.
La prossima versione di Windows, che ha come nome in codice Windows 7, è attesa per il 2010. Se Apple mantiene l’attuale passo, per quella data avrà già fatto uscire due versioni del suo OS.
Neppure Apple è esente da problemi, tuttavia. L’uscita di Leopard ha subito un ritardo di quattro mesi; Jobs ha spiegato il ritardo con la necessità di spostare molti sviluppatori sulla versione per iPhone di OS X.
Sempre parlando di Vista, sembra che finora il nuovo OS non sia riuscito a spingere gran che le vendite di PC.
L’articolo del NYT cita uno studio del Gartner Group secondo il quale le vendite di PC nel terzo trimestre in USA sarebbero cresciute solo del 4,7%, contro una previsione del 6,7%.
Secondo lo stesso studio, Apple invece dovrebbe chiudere il trimestre con una crescita di oltre il 37%, che la porterebbe a superare quota 8% nel mercato statunitense.
La società di Cupertino sarebbe ora al terzo posto dietro Hewlett-Packard e Dell.
La grande crescita di Apple è confermata da un altro studio condotto dalla newsletter Wolf Bytes, secondo il quale le vendite Apple - nel corso del secondo trimestre - avrebbero raggiunto il 15,8% del fatturato complessivo del mercato. Il dato si spiega col fatto che i Mac restano tuttora mediamente più costosi dei concorrenti PC.
Una parte considerevole del merito va ai portatili: nell’intervista, Jobs sostiene che ormai due terzi dei Mac venduti sono portatili.
Le ottime vendite potrebbero anche essere il segno - come ritengono molti analisti - che l’effetto halo di iPod e iPhone funziona anche sulle vendite di Mac, desktop e portatili. È un segno di vitalità molto positivo, se si tiene conto che fra pochi giorni uscirà anche un importante aggiornamento di Mac OS X, Leopard.
Sempre secondo questo studio, gli Apple Store costituiscono un’importante risorsa per Apple: i negozi diretti di Apple sono stati visitati da 100 milioni di visitatori una buona parte dei quali (tra il 60 e il 70 per cento, stima WolfBytes) sarebbero utenti Windows “agganciati” dall’iPod e dall’iPhone.
Nel corso dell’intervista, Jobs sottolinea come Apple abbia creato un nuovo tipo di interfaccia con la tecnologia multitouch su iPhone ed esprime le sue forti perplessità sul concetto di tablet PC.
Fonte blogosfere
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